Come calcolare le rate di un prestito in base al reddito: guida generale e informazioni utili

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Vi serve un prestito? Sicuramente siete in buona compagnia, oggi infatti il mondo dei finanziamenti naviga a gonfie vele, soprattutto in rete, dove è cresciuta in misura esponenziale la domanda di liquidità. Sì, ma attenzione, non fatevi prendere dall’euforia dei soldi facili, i prestiti abbondano ma non sempre sono alla portata di tutti. Meglio parlare di finanziamenti personalizzati, carati sulla reale sostenibilità del richiedente. Si chiama rapporto rata/reddito e sta ad indicare l’importo erogabile in base alle entrate (salario, pensione o altre rendite) di cui dispone il cliente.

Migliore rapporto rata/reddito: come trovarlo

Quando si chiede un qualsiasi prestito, è sempre bene sapere in anticipo a cosa si va incontro e, in particolare, quanto si dovrà pagare mensilmente per rispettare le scadenze del piano di ammortamento, stabilito contrattualmente al momento della stipula.

Oltre all’entità delle entrate fisse, su cui si basa principalmente l’istituto di credito per quantificare la somma concedibile, entrano in ballo anche altri fattori, fra tutti gli interessi che fanno lievitare la rata e che, nel caso di prestiti e mutui, sono connotati dalla sigla Tan e Taeg, rispettivamente il tasso annuo nominale e il tasso annuo effettivo globale, quest’ultimo comprensivo di oneri, commissioni ed altre spese aggiuntive.

La somma di tutte le variabili dà come totale la rata da corrispondere, in genere mensilmente, ma anche con altre tempistiche, previo accordi fra le parti come da contratto.

Per quanto riguarda i prestiti, di solito i relativi importi sono più bassi dei tradizionali mutui ed altre forme di finanziamenti, fermandosi in genere alla soglia massima dei 30.000 euro e spingendosi solo in rari casi fino a 50.000.

Per il calcolo si possono sfruttare i pratici simulatori online, messi a disposizione da banche e finanziarie per promuovere al meglio la propria gamma di offerte, ma anche da portali generalisti specializzati nella comparazione (vd. Facile.it, Segugio.it…) che sapranno indirizzarvi alla scelta dei migliori prestiti di giornata.

Come si calcola una rata ‘su misura’?

Se ‘masticate’ qualche briciola di Internet non avrete problemi, vi sarà sufficiente accedere al form ‘Calcola rata‘ dei suddetti portali e rispondere a una serie di quesiti che ‘indagano’ sulla situazione economica e patrimoniale, oltre che anagrafica, del richiedente.

Si chiede, generalmente, oltre ai dati personali come data di nascita, residenza, codice fiscale, l’ammontare dello stipendio o pensione riscuotibile mensilmente e si fa una breve simulazione che dà la misura della somma ottenibile suddivisa per tot anni fino a generare una rata personalizzata.

Il tutto è molto semplice, bastano cinque minuti del vostro tempo e avrete la risposta che cercate, più difficile è passare dalle parole ai fatti, ossia concretizzare la richiesta che tiene conto di altre variabili (oggettive e soggettive) evincibili da un’analisi più approfondita e dettagliata del soggetto, a partire dal suo effettivo grado di solvenza, e dall’applicazione degli interessi alla quota capitale.

Questo tipo di calcolo rappresenta la strada più veloce e lineare, nel senso che si basa su una simulazione automatica che non richiede alcuno sforzo da parte del richiedente, in alternativa si può ricorrere per il calcolo del rapporto rata/reddito ad altri sistemi manuali.

Uno di questi è costituito dall’utilizzo del software Excel, che si avvale di un apposito modello scaricabile online dove è possibile impostare tutti i parametri personali e inserire i dati richiesti per il calcolo rata, anche in questo caso l’importo desiderato, la durata del piano di ammortamento e il tasso di interesse (a riguardo, si consiglia il Taeg, perché inclusivo di tutti i costi accessori).

Se non vi accontentate di questa soluzione e siete dei ‘cervelloni’ patiti per la matematica, non vi resta che calcolarvi da soli il rapporto rata/reddito, avvalendovi della specifica formula C*R*T/100)/365 che consiste nel moltiplicare il capitale per il tasso di interesse applicato (Tan o Taeg) e per la durata del finanziamento, il tutto diviso per 100 e, successivamente, per i giorni dell’anno.

Percentuali di sostenibilità nel rapporto rata-reddito: quali?

Nel calcolo del rapporto rata-reddito incide in modo determinante la sostenibilità della rata che si traduce in punti percentuali a seconda delle entrate e delle garanzie che è in grado di fornire il richiedente.

Premesso che non tutti i prestiti sono uguali, anche le percentuali calcolabili sul reddito per l’erogazione della somma concedibile variano in base alla tipologia del finanziamento.

In genere, la ‘forchetta’ delle percentuali varia dal 20 al 40 per cento delle entrate lavorative e patrimoniali complessive del cliente, ma limitarsi a questa equazione sarebbe alquanto riduttivo, in quanto prima di tutto bisogna vedere che tipo di prestito si ha intenzione di chiedere.

Un conto è un prestito personale finalizzato, altra cosa è un finanziamento con cessione del quinto su stipendio o pensione. In quest’ultimo caso, ad esempio, si può arrivare alla percentuale massima del 40 per cento, grazie al rischio minore corso dalla banca nel rimborso del debito che, in tal caso, viene prelevato in automatico dallo stipendio o pensione accreditati mensilmente sul conto corrente del beneficiario.

In mancanza, invece, di solide garanzie che non danno all’istituto di credito la certezza del saldo, la percentuale può scendere al 20%, al netto di altri prestiti o mutui pre-esistenti.

Per farla semplice, chi ha la possibilità di chiedere un prestito con cessione del quinto potrà avvantaggiarsi nell’ottenere un prestito rimborsabile a rate equivalenti al 40 per cento degli introiti mensili netti percepiti.

I soggetti con meno garanzie di solvibilità dovranno, invece, accontentarsi di meno soldi rimborsabili con rate più ‘leggere’, non superiori al 20 per cento delle proprie entrate dimostrabili.

Altre variabili nel calcolo del rapporto rata/reddito

Il rapporto rata/reddito non tiene conto soltanto di entrate fisse da lavoro autonomo, dipendente o pensione, ma anche di introiti di diversa natura, come ad esempio rendite patrimoniali, da locazione o altre fonti di guadagno.

Ovviamente, a far la parte del leone restano le entrate fisse derivanti da lavoro o pensione, in quanto più stabili e certe rispetto ad altre forme di introiti occasionali.

Il grado soggettivo di capacità reddituale, sommata eventualmente alla presenza di risparmi pre-esistenti o al possesso di cespiti immobiliari ipotecabili, può contribuire in misura determinante al calcolo della rata di un prestito, suggerendone l’entità e durata ottimali, caso per caso.