Come calcolare le rate di un prestito a scalare: info e consigli

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Negli ultimi tempi l’accesso al credito è divenuto un’esigenza di massa per affrontare in modo comodo e sostenibile qualsiasi tipo di spesa, dall’acquisto di un’automobile al restyling della prima casa o anche per rinegoziare debiti pregressi o ancora, più in generale, per disporre di liquidità fresca da investire per la realizzazione dei propri sogni e obiettivi.

Oggi la gamma di prestiti disponibili si è sempre più frammentata e digitalizzata proponendosi in forme nuove, evolute e personalizzate. Quando si accede a un prestito si ottiene una somma di denaro restituibile in un arco prefissato di tempo (generalmente meno di 10 anni, altrimenti si sconfina nel mutuo) secondo i dettami di un piano di ammortamento che fissa le scadenze per la corresponsione delle rate pattuite.

Non solo capitale…

Il capitale finanziato non consiste soltanto nel totale della somma erogata, ma è oberato di altri oneri, in particolare i tassi di interesse la cui entità è evincibile dal valore variabile degli indicatori Tan (tasso annuo nominale) e Taeg (tasso annuo effettivo globale) applicati dagli istituti di credito in percentuali stabilite a propria discrezione, ma sempre attenendosi alle oscillazioni del mercato finanziario.

Per interesse s’intende il ‘prezzo del denaro’, ossia la commissione applicata al capitale come compenso per il servizio offerta dalla banca (o finanziaria) nella concessione del credito, spalmato su tempistiche pluriennali di corresponsione della rata, il cui importo va rimborsato periodicamente (quasi sempre a intervalli mensili).

Dal punto di vista strutturale l’entità della rata consta di due elementi base: la quota capitale e la quota interessi. Nella prima confluisce la somma ottenuta con il prestito, mentre la seconda contempla gli interessi applicati dalla banca o finanziaria, come remunerazione dovuta per aver elargito il finanziamento.

Ammortamento all’italiana o alla francese?

In qualsiasi prestito o mutuo il calcolo delle rate tiene conto della somma di entrambe le quote (capitale + interessi) da rimborsare secondo le scadenze del piano di ammortamento, una ‘scaletta’ di estinzione del debito che può essere di due tipi: all’italiana o alla francese.

Lasciando da parte l’ammortamento all’italiana, consistente in un ‘pacchetto’ di rate di importo decrescente (quota capitale fissa + interessi decrescenti) ci soffermiamo sull’ammortamento alla francese, anche perché paradossalmente è quello più diffuso nel Belpaese.

Questo piano di ammortamento è formato da rate pluriennali di importo costante che vedono, col tempo, scalare gli interessi concentrati soprattutto nella fase iniziale. La rata, come dicevamo, è fissa, ma variano nel tempo i parametri che la compongono, nel senso che all’aumento progressivo della quota capitale corrisponde gradualmente il decremento (o scalaggio) della quota interesse.

Il perché le banche e finanziarie vedano di buon occhio questa soluzione è facilmente intuibile: la concentrazione del grosso della quota interessi nella prima fase del piano di ammortamento mette al riparo i soggetti creditizi da eventuali brutte sorprese e garantisce sonni più tranquilli al soggetto erogante che, invece, alla lunga potrebbe rischiare di non vedersi rientrare gli interessi remunerativi del servizio offerto.

Come si calcola l’interesse a scalare?

Se si volessero calcolare gli interessi a scalare sul proprio prestito spalmato sulle ‘tappe’ di un piano di ammortamento alla francese, si può effettuare un conteggio degli stessi che ne consente la quantificazione sul debito residuo, dopo la corresponsione della rata scaduta.Per calcolare l’interesse a scalare sui prestiti a lungo o breve termine, c’è modo e modo.

Se non volete correre il rischio di ammattire dietro improbabili equazioni e formule matematiche, c’è un metodo molto diffuso per calcolare gli interessi decrescenti su finanziamenti pluriennali a rate fisse, ma vediamo meglio di che si tratta.

Per il calcolo in questione esistono delle specifiche tabelle che, sulla base della durata del prestito, danno l’ammontare delle rate e dei relativi interessi, sfruttando un programma di formule ‘ad hoc’ su foglio Excel.

In estrema sintesi, la formula per il calcolo degli interessi a scalare su prestiti a rata costante si applica al debito residuo la cui somma è quantificabile dopo l’ultimo pagamento effettuato.

Con questo sistema si può soddisfare la propria curiosità sapendo in anticipo l’ammontare degli interessi caricati sulla rata del prestito.

Per conoscere, precisamente, l’importo degli interessi a scalare, occorre calcolare gli stessi attraverso la somma preliminare delle singole quote relative ad ogni rata.

Per gli ‘allergici’ alla matematica basta scaricare il software della formula di calcolo degli interessi sui prestiti, sia su base giornaliera che mensile o annuale.

In presenza di finanziamenti a lungo termine, da dieci a quindici anni, si potrebbe avere pure una brutta sorpresa nell’apprendere che la quota interessi può arrivare ad eguagliare o, persino, a superare quella capitale.

Alla luce di questa considerazione, si suggerisce di preferire se possibile prestiti più brevi dato che, alla lunga, potrebbero diventare troppo onerosi e, in caso di necessità di un prodotto finanziario analogo, il consiglio è di optare per i mutui, non soltanto per l’acquisto o ristrutturazione di immobili, ma anche per altre finalità. E’, infatti, risaputo che il mutuo è la soluzione che meglio di altre soddisfa maggiormente il cliente sul terreno degli interessi spalmati su archi temporali pluriennali o, addirittura, pluridecennali.

Al contrario, se volete risparmiare sui prestiti sceglieteli ‘corti’ e non ve ne pentirete, anzi le vostre tasche vi ringrazieranno.

Ricapitolando…

Riassumendo in sintesi, nel piano di ammortamento alla francese, via via che si va avanti, la quota capitale cresce e gli interessi scendono, pur restando la rata del medesimo importo per tutta la durata del finanziamento.

In particolare, nel piano di ammortamento alla francese che, come dicevamo, è il più diffuso in Italia, il prestito include interessi passivi calcolabili tramite determinate formule matematiche su scala decrescente allo scalaggio delle quote del capitale di interessi nel corso degli anni, fino a chiudersi con una quota quasi interamente composta dal solo capitale.

La somma degli interessi sale proporzionalmente alla durata del prestito: più lungo è il finanziamento e maggiori saranno gli interessi da corrispondere attraverso il pagamento delle rate stabilite dal piano di ammortamento.

Sta al contraente scegliere la forma più adatta dopo un’attenta analisi delle offerte più convenienti e vantaggiose disponibili sul variegato mercato dei prestiti e finanziamenti.